BIOGRAFIA

Toodì nasce il 2 luglio 1952 ad Alessandria d’Egitto. Rappresenta la sesta generazione che, perpetuando la continuità, affonda le sue radici nella sacra terra dei Faraoni. I suoi antenati, di provenienza italiana, francese, ungherese, inglese, tedesca e cecoslovacca, determinano la sua visione cosmopolita dell’esistenza.

Il Padre, Maestro d’Arte, eserciterà una forte influenza sul giovane Toodì, proponendogli l’arte come elemento espressivo delle future elocuzioni umane, dei comportamenti e delle filosofie. A vent’anni si misura con l’arte figurativa classica. Mai pago, inizia l’esplorazione dei comportamenti umani attraverso lo studio fisiognomico dell’occhio, che ama definire “radiografia dell’IO”.

Personaggio atipico e anti-mondano, evita le affollate esposizioni e i contatti eccessivi con il mondo dell’Arte commerciale. Verso i quarant’anni, arricchito dai variegati rapporti interpersonali, comincia ad attribuire alla tela una nuova, inusitata dimensione, non meramente prospettica, ma rappresentativa di volumi reali, composti di materie proiettate oltre il piano pittorico. La naturale, inevitabile evoluzione, porta Toodì ad elaborare un personale significato circa l’ineluttabile tendenza all’espansione dell’Universo/pianeti/esseri viventi. A questo punto, la semplice materia su tela non soddisfa più Toodì, che vuole esprimere una realtà concreta e forte. Oltrepassa la modesta dimensione del volume materico e conferisce al tessuto un’identità tridimensionale che esplodendo, si estende verso l’ambiente ospite. Contemporaneamente a quest’innovativa forma di espressione, che definirà “Espansionismo”, Toodì travalica i confini, le figure ed i colori classici proponendo collezioni tematiche in monocromia, dove la materia viene sottratta alla tela per creare immagini concettuali estreme tese alla ricerca di nuovi sistemi di divulgazione del vissuto.

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