Espansionismo

L’espansione e il suo moto “l’Espansionismo” mi affascinano da sempre. Infatti, fin dall’età della ragione mi sono chiesto perché ogni essere vivente, già dalla notte dei tempi, ha tentato in ogni modo di espandere il numero dei suoi simili e la propria sfera d’influenza. Questa, che a me pare un’esigenza, è presente e riscontrabile tanto nella più primitiva forma di vita, quanto nell’animale più complesso ed emancipato ad oggi conosciuto: l’essere umano. Per esemplificare: un qualsiasi tipo di virus a suo modo cerca con ogni mezzo, spesso anche grazie a quella che ci appare come un’automatica modificazione genetica, la modalità per riuscire a penetrare la corazza di un altro essere vivente, nel tentativo, una volta entrato nel corpo dell’ospite, di colonizzarlo. Se l’ospite non avrà i mezzi appropriati per ribellarsi a questa invasione, il virus si riprodurrà vertiginosamente sfruttando ogni risorsa del malcapitato, fintanto che quest’ultimo prima o poi, per i danni subiti dalla conquista e dal conseguente utilizzo delle sue risorse, non morirà svuotato di ogni energia. L’assurdo è che il virus ancora presente morirà con lui, anche se vero è che, nel frattempo, altri suoi simili con gli stessi mezzi o con altri più avanzati, avranno migrato, colpito e conquistato un altro ospite. Lo stesso comportamento lo si può riscontrare anche negli insetti, ad esempio fra le formiche. Difatti, se due formiche di razza differente casualmente s’incontrano, ingaggiano battaglia fintanto che una delle due non morirà o si arrenderà all’altra, divenendo, una volta arrivata nel formicaio della vincitrice, una schiava al servizio del gruppo. Fino a pochi decenni fa, ogni formicaio si riconosceva come razza a se stante, accettando e rispettando quindi solo gli appartenenti stessi della comunità, per cui ogni formica proveniente da un formicaio diverso rappresentava un sicuro nemico. Ora, per una probabile evoluzione genetica, almeno un paio di razze di questi insetti hanno imparato a riconoscere le consorelle risalenti alla propria stirpe (anche se appartenenti ad un altro formicaio), nei confronti delle quali, anziché dare battaglia, stabiliranno un'alleanza, coalizzandosi.

La coalizione ha fatto sì che i formicai alleati hanno iniziato ad attaccare i formicai isolati di razze non evolute socialmente, che, ahimè, vittime predestinate, in quanto inferiori numericamente, hanno dovuto assoggettarsi e diventare schiave delle formiche coalizzate. Questa realtà ha prodotto un allargamento del dominio territoriale delle formiche più evolute, insetti che ancor oggi proseguono con un’incredibile rapidità ad espandere il loro predominio nelle regioni del mondo. Questa premessa mi ha portato a riflettere su noi umani che, anche se in modo diverso, dopo aver superato ed abbandonato il comportamento dei virus, abbiamo iniziato a socializzare. Infatti, le razze umane che per prime hanno saputo coalizzarsi fondando dei veri Stati Nazione, hanno esteso la loro sfera di dominio verso regioni della terra dove le altre razze erano fatte di tribù rivali, creando di fatto degli schiavi e delle colonie, esattamente come le formiche. Ancora oggi esistono colonie, anche se vanno via via diminuendo. Detto questo, l’espansione umana di alcune razze non è finita, anzi, prosegue alacremente; il sistema di colonizzazione è solo stato raffinato. Oggi, differentemente da prima, l’espansione la si “gioca” su altri piani, ad esempio sfruttando le capacità scientifiche e commerciali o grazie alla propria disponibilità di materie prime di cui le altre razze necessitano. Non solo, grazie allo sviluppo scientifico si sta lentamente tentando di colonizzare altri pianeti a noi vicini. Quanto sopra mi ha portato a valutare che l’espansione dei viventi deve essere una necessità essenziale, altrimenti non si spiegherebbe come mai ogni essere, ognuno a suo modo, prosegue questa folle corsa di predominio sugli altri e sul territorio, a volte mettendo a rischio il suo stesso habitat. Prendendo ad esempio i due estremi sopra menzionati, il virus stroncando il corpo ospite, l’umano distruggendo il proprio pianeta. Riflettendo sulle mie considerazioni, ho pensato che dal Big Bang in poi, anche l’Universo si sta comportando allo stesso modo. Questo, anche se lentamente, sta inesorabilmente sottraendo spazio al Nulla (vedi la mia tela Sottrazione al Nulla), esattamente come accade sulla terra. Forse questo dimostra che come figli dell'Universo, nascondiamo in noi il suo stesso DNA, e che quindi, abbiamo ereditato la sua stessa spasmodica necessità d’espanderci! Se così fosse e, se l’Universo si “comportasse” come noi, cosa succederà? Anche “Lui” approderà ad un collasso? Un bel giorno tutto imploderà ed il “Nulla” riprenderà il proprio dominio su tutto e tutti? Dico tutti, perché ritengo altamente improbabile che nell’Universo siamo i soli a disporre della vita. A distanza di anni, e a dispetto del tempo speso a riflettere nel vano tentativo di capire, non sono in grado di darmi una risposta. In fondo sono solo un artista, non ho neppure le conoscenze scientifiche per poter andare oltre e, in ogni caso anche le fonti alle quali mi sono rivolto non hanno saputo darmi risposte convincenti. Dalla prima volta che mi sono posto la domanda del perché in ogni singolo individuo vivente regni la necessità di avere sempre più potere d’influenza ad oggi è passato molto tempo. Da allora, l’unica modalità che mi permette di riflettere, è creare dei lavori che a loro modo mi riportino al tema. Per fare questo mi sono impegnato a creare qualcosa che ai tempi era molto lontano dalle mie conoscenze artistiche. Dopo vari tentativi d’inventarmi un’immagine che emulasse l’espansione, una notte come tante, ho avuto un’illuminazione: dare forma e volume a qualcosa di statico, la tela di un quadro, ma senza l’utilizzo di cuciture e artifizi di vario genere, come già accade per le convenzionali estroflessioni. Dovevo provare con un tessuto diverso, che mi permettesse di farlo esplodere, consentendogli così di “espandersi” verso l’esterno. Un tessuto che mi regalasse anche la possibilità di creare una figura finita, con una forma precisa che avrei fissato nella sua espansione, per poter soddisfare la mia voglia di capire e di fare arte. Perché questa necessità? Semplicemente, attraverso “l’estroflessione complessa” ho voluto riprodurre “l’Espansione” o se volete “l’Espansionismo” che condiziona ogni forma di vita con costanza. Perché dare una forma finita all’opera? Semplice! Spero ardentemente che l’Universo abbia un disegno ben preciso da raggiungere, non vorrei che tutto finisse in una sterile implosione. Se così fosse, a dispetto delle brutture che a volte mettiamo in atto per espandere il nostro dominio, forse, senza saperlo, anche noi abbiamo un fine elevato. Almeno spero!

Ciclo OGM

Nell’arte espressiva di Toodì, il ciclo OGM (definizione acronima di manipolazione genetica) è utilizzato come monito contro un uso indiscriminato della natura.

Le sue spighe di grano come le sue foglie, di origine naturale, assumono forme improbabili e colori estremi e sono imprigionate da un reticolo metallico quasi a proteggere l’ambiente esterno da una possibile contaminazione, comunicando la necessità di scongiurare un mondo incompatibile con la vita.

Le tecnologie moderne ci trasportano, ogni giorno, là dove i nostri sensi non percepiscono più la sottile linea di demarcazione tra il lecito e l’aberrante. Svanita l’iniziale onnipotenza parossistica, l’uomo deve riprendere il controllo di sé e delle sue azioni dando luogo ad un processo di ridefinizione dei confini naturali delle cose, in un viaggio verso l’autenticità e la genuinità del mondo che lo circonda.


Perché rappresentare gli OGM

Mentre dipingo, mi piace immaginare che, come me, tutti vivano momenti di astrazione, attimi di totale distacco dalla realtà, fantasie nelle quali la mente trasfigura il vero.

Più volte ho cercato di dare un senso a queste manifestazioni che ci attanagliano, condizionando la nostra percezione degli eventi in modo più o meno positivo, fino a rendermi conto che si tratta di una necessità dell’intelletto di approfondire i propri stati d’animo per poterli assimilare e trasformare in sentimenti ed idee, a volte piacevoli a volte estremamente negative. Ma anche in quest’ultimo caso, credo che l’esaltazione della negatività non sia altro che un modo estremo per poterla esorcizzare, se non addirittura scongiurare.

Non so se queste mie idee sull’esistenza e sul mio ruolo nel mondo siano esatte o, perlomeno, condivisibili, né posso dire se quanto mi accade intorno sia ragionevole, evolutivo o del tutto sbagliato: la mia unica certezza è che i cambiamenti epocali che si susseguono con frenesia crescente quali ad esempio la clonazione, la modificazione genetica degli organismi, le modalità di utilizzo dell’energia nucleare, mi preoccupano e mi intimoriscono, per il grosso carico di incognite che recano con sé.

Per questo, da tempo, faccio tesoro degli scenari che si aprono davanti ai miei occhi, per poi riproporli, senza giudicare, nei miei unici lavori, che diventano un "ponte" tra me e il mondo e per mezzo dei quali cerco di riaffermare che è solo attraverso il rispetto ed il riconoscimento dell’assoluta centralità della natura che quest’ultima potrà "servire" l’uomo senza esserne assoggettata, per raggiungere l’armonia fra gli esseri viventi.

Toodì

Smalti
Cromie miscelate per un'emozione immediata che solo il colore può regalare.

Anatomie e Motivazioni
Toodì in questo ciclo intende provocare reazioni molto forti, infatti, con i suoi lavori esaspera i pensieri e i comportamenti umani per portare a riflessioni profonde.

Sculture Luminose
Luminosità filtrate da sculture dipinte che grazie all'apporto della luce si colorano di sfumature esclusive. Luci assoggettate e dirette dall'artista che grazie al suo impegno divengono icone della vita che ci circonda.